Il cristallino artificiale è definito un dispositivo medico impiantabile
o, meglio ancora, ma “protesi oculistica” ed è l’ ”oggetto” che
consente il recupero visivo e determina la qualità della vista
in seguito all’intervento di cataratta.
Deve, quindi, essere di ottima qualità per fornire un buon risultato
visivo.
Come può fare un medico a scegliere il cristallino da impiantare
al suo paziente?
Considerando che ci sono almeno duecento modelli di cristallini di
varia forma, prodotti con materiali diversi, da aziende differenti, con
sedi in vari paesi? In base al prezzo di acquisto? Al paese di produzione?
Al materiale? Alla forma?
Il sistema migliore sarebbe esaminare il cristallino con strumenti ottici
ma ciò non è possibile perché esso va conservato
assolutamente sterile, prima di essere inserito nell’occhio; non
solo , ma diventerebbe veramente complicato fare un tale lavoro; considerando
anche la grande quantità di cristallini che vengono impiantati.
Occorre inoltre dire che, purtroppo, il marchio “CE” , cioè l’approvazione
da parte della Comunità Europea , non ha valore per ottenere informazioni
sulla qualità del prodotto.
Esistono , però, dei metodi “indiretti” per scegliere
il prodotto adeguato.
Certamente più valore ha l’approvazione da parte della
FDA (Food and Drug Administration) in quanto, ogni cristallino, prima
che ne venga autorizzata la distribuzione , va accuratamente “testato” su
un numero limitato di persone (che hanno dato l’adesione al test)
e , solo dopo anni e solo dopo adeguati test ottici e tecnologici, viene
immesso in commercio.
Un altro indice positivo è quando il prodotto “cristallino” viene
venduto prodotto da un’azienda multinazionale e distribuito in
tutto il mondo…ciò significa che ha ottenuto autorizzazione
all’uso in tanti paesi e, comunque, che ha trovato l’approvazione
da parte di chirurghi di varie nazioni.
Non ultimo, è importante sapere se un cristallino è stato
impiantato con successo in tanti o pochi occhi e, quindi, conoscere il
numero indicativo di vendite.
In conclusione, sebbene il paziente ed il chirurgo non siano in grado
di avere degli indici di qualità diretta, possono senz’altro
contare su valide informazioni indirette.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.