Alimentazione e cataratta

Da Corso di Educazione Continua in Medicina
Il cristallino è formato da proteine che sono mantenute trasparenti
da un meccanismo biochimico che necessita di energia; se questo meccanismo
viene ad essere alterato si ha una ossidazione o denutrizione proteica
e, quindi, una opacità. Da sempre, quindi, si sono cercati , senza
particolare successo, ingredienti dietetici o farmacologici di tipo antiossidante
che potessero frenare, rallentare o bloccare tale processo.
Ad oggi si ritiene che il meccanismo ossidativo di formazione della cataratta
in genere sia essenzialmente di tipo multifattoriale.
E’ risaputo che certe opacità traumatiche opportunamente
ottenute in laboratorio con alterazioni dei complessi metabolismi ATP
dipendenti a livello della capsula anteriore del cristallino sono reversibili.
E’ noto che per mantenere la trasparenza del cristallino, l’epitelio
capsulare mette continuamente in moto un meccanismo di scambio ionico
e di altre microparticelle per cui vengono espulsi i cataboliti del funzionamento
proteico delle fibre del cristallino e vengono assunti glucosio, vitamine,
ecc. tramite trasporti attivi e diffusioni passive.
Altre cataratte possono essere determinate da agenti ionizzanti come
i raggi infrarossi, UV, ultrasuoni. Questi eventi fotodinamici avrebbero
come conseguenza l’aumento dei radicali liberi che hanno funzione
precipuamente ossidante.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.