Anatomia e fisiologia del cristallino.

Il cristallino è una struttura lenticolare, trasparente, incolore,
elastica interposta tra l’iride ed il corpo vitreo; ha un diametro
di circa 10 mm ed un potere diottrico mediamente di 22 diottrie.
Procedendo dall’interno verso l’esterno questo è formato:
-dal nucleo del cristallino, formato da fibre, derivati epiteliali nastriformi
unicellulari
-uno strato corticale, la corteccia, formata dagli strati cellulari più recenti
-la capsula o cristalloide, formata da lamelle cementate tra di loro
da una sostanza mucoproteica.
Avvolgendo interamente il cristallino, la capsula forma una specie di
sacco, il sacco capsulare, struttura elastica strettamente collegata
al muscolo ciliare, questa struttura ha la peculiare funzione di mediare
i contatti e gli scambi nutrizionali con l’umore acqueo che riempie
la camera anteriore, funzione vitale per il cristallino stesso che non è fornito
di vascolarizzazione.
L’insieme del muscolo ciliare ed il sacco capsulare, al quale è collegato
tramite le fibre zonulari, costituisce il complesso apparato accomodativo
dell’occhio.
Lo sviluppo ed il processo di accrescimento del cristallino iniziano
alla seconda settimana di vita embrionale.
Alla nascita, la zona fertile continua a proliferare ed a generare nuove
fibre che, disponendosi concentricamente, danno origine ai nuclei dell’adolescente
e dell’adulto ed in fine alla corticale.
Lo sviluppo del cristallino continua quindi fino all’età adulta
ed è rappresentato da un processo di crescita molto graduale in
cui ciascuna fibra e ciascuno strato di fibre successivo si giustappone
a quello formato immediatamente prima accrescendo così le dimensioni
della lente.
Mentre il cristallino cresce si sviluppa maggiormente il diametro equatoriale
rispetto a quello antero-posteriore con conseguente trasformazione del
cristallino stesso che da una forma sferica passa ad una forma molto
simile ad una lente biconvessa.
Le fibrocellule che costituiscono la struttura del cristallino hanno
precise forma e dimensioni e sono disposte secondo un complicato aspetto;
l’articolata struttura della lente e la complessità delle
sue componenti cellulari stabiliscono e mantengono la trasparenza del
cristallino, requisito fondamentale per il passaggio dei raggi luminosi
e la loro focalizzazione sulla retina.
Nel momento in cui viene a mancare questa trasparenza si parla di cataratta.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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