Un anellino aiuta nella cataratta complicata.

La cataratta si può presentare sotto numerose forme cliniche;
alcune cataratte sono sublussate o comunque decentrate o comunque poco
stabili dentro all’occhio.
L’intervento sulla cataratta sublussata è probabilmente
la più difficile fra le chirurgie della cataratta.
Le problematiche sono di due tipi: intraoperatorie e postoperatorie.
Occorre premettere che il cristallino umano rimane in sede, tra l’altro,
perché sospeso da centinaia di sottili fili (le fibre zonulari);
ebbene queste fibre a volte, in una zona più o meno estesa, sono
rotte per un trauma, altre volte sono proprio assenti per un difetto
congenito, in altri casi sono semplicemente indebolite.
La conseguenza è che la cataratta è meno stabile per il
chirurgo e più soggetta a dislocarsi ulteriormente con conseguenti
problemi chirurgici.
Non solo ma una cataratta dislocata parzialmente comporterà il
fatto alla fine dell’intervento che anche il cristallino artificiale
sarà decentrato con conseguenti problemi visivi.
Ebbene se il chirurgo inserisce nell’involucro della cataratta
un sottile anello, dello stesso materiale del cristallino artificiale,
riesce ad ottenere una equa distribuzione delle forze all’interno
dell’involucro della cataratta; il risultato è che questo
anellino consente di eseguire l’intervento con maggior sicurezza
e permette poi un miglior centraggio del cristallino artificiale e di
conseguenza un miglior risultato visivo finale per il paziente.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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