Per un intervento di cataratta la procedura anestesiologica più utilizzata è la somministrazione di anestesia topica (collirio) che può essere associata a quella intracamerulare (iniettata all’interno della camera anteriore dell’occhio). La percentuale di chirurghi che utilizzano l’anestesia topica per eseguire gli interventi di cataratta,dal 1998 al 2003,è salita dal 9% al 60%. Questa metodologia anestesiologica ha praticamente effetto immediato ed è proprio per questo che è particolarmente utilizzata dai chirurghi che hanno un numero elevato di interventi mensili. Se si analizzano le sole strutture che effettuano di media più di 75 interventi al mese la percentuale di chirurghi che utilizzano questo tipo di anestesia passa al 76%. L’anestesia locale di interventi oftalmici non è una metodica recente,il primo ad utilizzarla fu Koller nel 1884. La sostanza che utilizzò fu la cocaina che iniettata a livello retro bulbare (tramite un’iniezione dietro il bulbo oculare) permetteva una completa anestesia e acinesia (assenza di movimento) mai raggiunta fino a quel momento neanche con l’anestesia generale. Sebbene da un punto di vista di facilità nell’esecuzione dell’intervento l’anestesia topica funzionasse piuttosto bene, i chirurghi si trovarono ad affrontare una serie di complicanze postoperatorie dovute sia alla sostanza utilizzata che alla zona dove veniva iniettata. Nei primi anni del 1930 i ricercatori scoprirono che la Procaina e la Lidocaina erano più stabili ed economiche della Cocaina e davano meno effetti collaterali postoperatori. Nel 1949 Atkinson scoprì che aggiungendo Ialuronidasi alla Lidocaina o alla Procaina si facilitava il blocco nervoso e lo si rendeva più sicuro e prolungato nel tempo. La prima facoemulsificazione eseguita in anestesia topica,instillando quindi solo colliri,è stata eseguita nel 1991 dal Dr. Fichman che utilizzò come anestetico la Tetracaina. La diffusione dell’anestesia topica è stata facilitata dal quasi contemporaneo sviluppo delle tecniche chirurgiche della cataratta raggiungendo l’obbiettivo di rendere al paziente l’intervento più confortevole e praticamente privo di rischi legati all’anestesia. La differenza tra l’anestesia eseguita con le sole gocce e quella eseguita con l’iniezione è sostanzialmente quella che la seconda rende il bulbo completamente immobile e insensibile ad ogni stimolo esterno. Per le moderne tecniche di intervento tutto ciò non è necessario dato che la possibilità di muovere l’occhio da parte del paziente potrebbe essere utile al chirurgo in alcune fasi dell’ intervento,sempre che il paziente segua le indicazioni del medico, e in più le dimensioni sempre più piccole delle incisioni le rendono meno dolorose. La sensibilità oculare dipende dalle terminazioni provenienti dal V nervo cranico presenti in abbondanza negli stati corneali e nel corpo ciliare (struttura che fornisce la sospensione del cristallino). Queste fibre sono responsabili delle sensazioni di dolore,calore,tatto e necessitano di una dose bassa di anestetico per desensibilizzarsi. La sensazione di dolore dipende dalle fibre di superficie più che da quelle profonde:per questo motivo le abrasioni corneali sono di gran lunga più dolorose delle ferite piccole ma perforanti. Clinicamente il dolore è la prima sensazione che viene inibita dall’anestetico seguita dalla temperatura,seguita dal tatto. Per questo motivo i pazienti che si sottopongono ad intervento di cataratta in anestesia topica non sentono assolutamente dolore ma comunque sentono toccare. Sebbene parte del collirio anestetico che viene instillato sulla superficie dell’occhio viene assorbito fino ad arrivare in camera anteriore (porzione interna dell’occhio che comprende cornea,iride e cristallino) fornendole una bassa copertura anestetica,è ormai pratica comune iniettarvi una piccola dose aggiuntiva di anestetico nelle prime fasi di intervento assicurando l’assenza di dolore anche se questo dovesse durare più tempo del previsto. Gli anestetici in collirio sono convenienti,generalmente sicuri e determinano una quasi immediata anestesia della cornea. Il principale vantaggio dell’anestesia topica è l’assenza delle rare ma comunque gravi complicanze che possono essere associate all’anestesia locale con iniezione.
(da La Voce A.I.C.C.E.R.)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.