L’intervento di cataratta permette, nella quasi totalità dei casi, di correggere anche i difetti refrattivi associati (miopia, ipermetropia, astigmatismo). Nel caso in cui si è di fronte ad un intervento di cataratta, è possibile quindi, oltre a rimuovere l’opacità della cataratta, fare un discorso più semplicemente refrattivo e proporre al paziente differenti possibilità. E’ possibile proporre un intervento con impianto di cristallino artificiale monofocale, cioè proporre una refrazione al paziente di visione per lontano (emmetropia) o per vicino (lieve miopia –2,-2.50) per farlo leggere senza occhiali. E’ possibile proporre un intervento con una lente accomodativa, una particolare lente che sfrutta dei meccanismi caratteristici dell’occhio per attivare microspostamenti dell’ottica della lente e poter quindi mettere a fuoco alle differenti distanze. E’ possibile proporre al paziente una lente multifocale con l’obiettivo di ridurre la dipendenza del paziente operato di cataratta dall’uso di occhiali sia per lontano che per vicino. Oggi sono disponibili 2 tipi di tecnologie applicate alle lenti multifocali: le lenti refrattive e le lenti diffrattive. Le lenti multifocali refrattive sono apprezzate per un’ottima visione per lontano senza penalizzazioni della distanza intermedia. Le lenti multifocali difrattive sono apprezzate per una visione da lontano, senza penalizzazioni delle visioni da vicino. Sono meno efficaci per la lettura a distanza intermedia. E’ possibile proporre al paziente una lente intraoculare che corregga anche il difetto astigmatico associato. Sono chiaramente lenti intraoculari toriche che riescono a correggere difetti astigmatici non troppo elevati.
(Da Cat. e Refr. Ophthalm. Times Europe)
Articolo a cura del Dr. Sergio Belloni
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.