Cataratta e la sindrome dell’iride a bandiera

La tamsulosina (Omnic, Pradif) è uno dei farmaci più comuni usati per il trattamento dei sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB).
E’ ironico come un farmaco usato per la cura dei sintomi della condizione benigna più frequente nell’età geriatrica sia associato ad un aumentato rischio di complicazioni nel trattamento di un’altra condizione legata all’età coma la cataratta. Per una ragione rimasta oscura fino a quattro anni fa, la sindrome intraoperatoria dell’iride a bandiera è rapidamente giunta alla ribalta come una condizione intraoperatoria fastidiosa e, talvolta ingestibile tra gli utilizzatori della tamsulosina.
La sindrome dell’iride a bandiera è descritta come una progressiva miosi intraoperatoria con prolasso irideo o un’iride fluttuante che si manifesta durante una qualunque fase della chirurgia della cataratta.
Alcuni studi hanno evidenziato un’incidenza di questa sindrome tra gli utilizzatoria di farmaci α-bloccanti che varia dal 33% fino al 78% nei pazienti ad alto rischio.
Le complicazioni più frequenti che si possono verificare in presenza di questa sindrome sono: un trauma dell’iride, una lacerazione della capsula posteriore e la perdita di vitreo.
(da EyeNet)

Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.