Si possono applicare alcuni accorgimenti preoperatori per ridurre le complicanze intraoperatorie legate alla sindrome dell’iride a bandiera.
Atropina: l’uso di una goccia di atropina 3 volte al giorno a cominciare da tre giorni prima dell’intervento di cataratta non si è dimostrato efficace nella prevenzione della sindrome dell’iride a bandiera; poiché l’atropina non mantiene una dilatazione pupillare stabile durante le fasi di facoemulsificazione della cataratta. Inoltre sono stati riportati casi di ritenzione urinaria dopo l’uso di atropina.
Epinefrina: l’uso di epinefrina intracamerale (con una diluizione di 1:4000) ha mostrato un aumento del tono irideo.l’eventuale tossicità a livello endoteliale si è notevolmente ridotta utilizzando nella diluizione epinefrina priva di conservanti.
Esecuzione di una buona inicisione corneale: è fondamentale costruire un’incisione corneale triplanare e auto sigillante, questo previene il prolasso dell’iride attraverso la ferita.
Trypan blue: il trypan blue colora la capsula anteriore del cristallino facilitando il chirurgo nell’esecuzione della capsulo ressi, inoltre aiuta la visione di quelle aree di capsula anteriore che sono coperte o non visibili quando vengono posizionati gli uncini iridei. Recentemente è stato suggerito che l’uso del trypan blue seguito da un esposizione alla luce per un minuto rafforzi la capsula posteriore riducendone il rischio di rottura.
Bassa fluidica: bassi livelli di irrigazione ed aspirazione rendono più gestibile la sindrome dell’iride a bandiera; anche solo con una riduzione dei parametri del 15% si riesce a gestire la chirurgia con successo soprattutto se associata all’uso di viscoelastici pesanti come l’Healon 5.
Retrattori iridei:sono utili per contrastare la miosi della pupilla
Anelli retrattori: sono utili per ampliare la pupilla anche se è complicato posizionarli e spesso non sono stabili in presenza di un’ iride fluttuante.
(da EyeNet)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.