Cataratta: emergenza nei paesi poveri.

Secondo il direttore generale dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità,Paolo Mariotti,l’ 85% dei casi di cecità nel mondo sono evitabili.
Non si può pensare che azioni saltuarie come la visita sporadica di oculisti provenienti dai paesi più ricchi possano risolvere il problema.
Secondo il direttore generale dell’ OMS bisogna puntare allo sviluppo delle risorse locali sia umane che infrastrutturali.
Dove il tracoma (malattia causata dalla clamidia tracomatis) è ancora causa di cecità bisognerebbe operare i casi più gravi ma soprattutto educare le madri all’igiene dei più piccoli per bloccare la contaminazione interfamiliare.
Appare chiaro che se l’ intento è quello di far “camminare con le loro gambe” i paesi in via di sviluppo è necessario pensare ad un metodo di ottimizzazione delle risorse differente da quello attuale
Gli investimenti nella salute non sono mai stati all’ altezza della richiesta sia nei paesi più sviluppati che in quelli in via di sviluppo.
Secondo Mariotti la soluzione è nell’ approccio “business” della sanità tenendo conto anche di chi non può pagare.
Logico è che risulta assolutamente deleterio aspettare che la soluzione venga da altri, è necessario che ci sia uno sforzo congiunto dei livelli dirigenziali e degli operatori.
La mancanza di mezzi nei paesi più poveri dove le persone perdono la vista per malattie curabili ha obbligato i servizi sanitari e le associazioni non governative ad adottare strategie di servizio molto aggressive.
Venticinque euro è la spesa che si affronta nei paesi poveri per un intervento di cataratta dove però non è un oculista ad effettuare l’ intervento!
Venti euro invece è la spesa per correggere i difetti refrattivi di un bimbo che altrimenti sarebbe ipovedente con un conseguente accesso negato all’ istruzione e ad una vita migliore.
Secondo l’O.M.S. 18.2 è la percentuale dei difetti refrattivi gravi non corretti che li porta ad essere la seconda causa di cecità(la prima è la cataratta con il 39.1%)ma l’ approccio per la risoluzione di questo problema non può essere la medesima della cataratta, bisogna infatti coinvolgere altre figure come le professioni oftalmiche ausiliarie e l’industria di occhiali.
Diminuire questa percentuale è facile basterebbe avere volontà e dedizione verso il prossimo.(da Oftalmologia Sociale)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.