Cataratta: intervento combinato con glaucoma

La chirurgia in pazienti affetti da cataratta e glaucoma soprattutto se in soggetti monocoli pone qualche timore in più proprio per le due patologie associate. In questo tipo di chirurgia in realtà è possibile ritrovare vantaggi di recupero visivo e di diminuzione della pressione intraoculare.
Il dr. Richard Linstrom (Minnesota) espone la sua esperienza accompagnata da un caso clinico in particolare che ha notevolmente influenzato il suo modo di agire chirurgico.
Il caso
Paziente femmina di 71 anni con glaucoma bilaterale presentava una progressiva diminuzione della vista dovuta alla cataratta. In occhio sinistro portava una protesi dopo enucleazione. La storia clinica dell’occhio sinistro era quella di un occhio glaucomatoso con cataratta al quale era stato fatto un intervento di cataratta e glaucoma combinato (facoemulsificazione della cataratta e trabeculectomia con 5 fluoro uracile). Questa procedura aveva purtroppo avuto una complicazione di forte ipotonia (riduzione drastica del tono oculare) con endoftalmite (infezione intraoculare) e con perdita dell’occhio.
La proposta chirurgica
Il dr. Lindstrom dopo una lunga consultazione con il paziente proponeva solo l’intervento di cataratta semplice con impianto di cristallino artificiale in anestesia topica rimandando l’intervento di glaucoma in un secondo tempo. Il chirurgo sostiene che il solo intervento di cataratta è meno invasivo, riduce parzialmente anche la pressione intraoculare a vantaggio del glaucoma e consente un recupero visivo più veloce visto il minor trauma. In effetti il paziente dopo l’intervento, già dopo pochi giorni, presentava un veloce recupero visivo con una diminuzione della pressione intraoculare di 3-4 mm Hg
Questo approccio chirurgico è maggiormente valido nei casi accompagnati da pseudoesfoliazione capsulare e con angoli iridocorneali stretti e ridotti.
Questo caso singolo ma esplicativo ed esemplificativo riassume e cementa il concetto che è preferibile in caso di queste patologie associate fare gli interventi separati con priorità all’intervento di cataratta.
Il dr. Lindstrom in uno studio retrospettivo di 588 pazienti dimostra che questa procedura diminuisce la pressione intraoculare sia in occhi senza danno glaucomatoso che con compromissione glaucomatosa eliminando o riducendo anche la necessità di una terapia antiglaucomatosa associata. In questi stessi pazienti il trauma oculare chirurgico è ridotto e il recupero funzionale dell’occhio è senza dubbio più veloce.(Da Cat e Ref Surgery)