Cataratta: l’infezione è una minaccia in crescita. I tempi della profilassi

L’infezione da Stafilococco Aureus Meticillino-Resistente (MRSA) è un causa emergente di uno scarso recupero visivo dopo la chirurgia della cataratta e refrattiva. Recenti studi hanno evidenziato una resistenza di questo battere anche ai fluorochinilonici di quarta generazione. Il dottor Barry e il dottor Feiz sottolineano come sia importante non solo la tipologia di farmaci usati nella profilassi chirurgica, ma anche i tempi di applicazione di questi. Il protocollo standard di asepsi preoperatoria prevede l’impiego di una soluzione di iodio-povidone applicata per 3 minuti. Un’altra misura preventiva è rappresentata da un unguento a base di mupirocina da utilizzare nella mucosa nasale per ottenere una eradicazione pari al 91% dei MRSA nei pazienti che lavorano in strutture sanitarie in circa 2-4 giorni di terapia; una valida alternativa è rappresentata dal linezolide un prodotto che si assume per bocca e che ha un’ottima penetrazione nell’occhio già dopo due somministrazioni. Per quanto riguarda l’uso della vancomicina, questa andrebbe utilizzata solo come terapia e nel protocollo di profilassi al fine di mantenerne integra la sua efficacia verso l’MRSA.
(da EUROTIMES)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.