Cataratta secondaria e Yag laser.

Molti credono o pensano che l’intervento chirurgico della cataratta
venga eseguito con il laser ma non è così…Si utilizzano
ultrasuoni con un metodo chiamato facoemulsificazione o un microgetto
d’acqua con una tecnica chiamata Aqualase.
Ma il laser si utilizza !
Quando? Circa nel 25% dei pazienti alcune settimane o mesi o anni dopo
l’intervento di cataratta.
Perché? E come?
La cataratta assomiglia ad una specie di lenticchia e l’intervento
consiste nel rimuovere la porzione anteriore dell’ “involucro” ,
nell’asportare poi tutto il “contenuto” e nell’ inserire
poi il cristallino artificiale nell’involucro restante o “sacco
capsulare”.
Ebbene, sebbene l’involucro , al momento dell’inserimento
del cristallino artificiale sia trasparente, può succedere nel
tempo che si opacizzi (cataratta secondaria); in tal caso, la vista del
paziente si annebbia di nuovo come quando, prima dell’intervento,
c’era la cataratta.
Cosa fare? Con un laser, chiamato Yag, si “disintegra” l’involucro
opaco nella sua porzione centrale (il raggio laser riesce a passare attraverso
il cristallino artificiale senza danneggiarlo) e si ridà chiarezza
alla visione.
L’opacizzazione dell’involucro avviene più precocemente
nei pazienti giovani e si verifica più frequentemente con certi
modelli di lenti anche se le differenze percentuali sono minime.
L’intervento si esegue in anestesia a base di gocce, in antibiotico,
dura pochi minuti ed è efficace e sicuro.

Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.