Chirurgia della cataratta: le lenti multifocali di nuova generazione.

Una visione postoperatoria prevedibile rende i pazienti più soddisfatti ma diminuisce anche la preoccupazione dei chirurghi: con l’evoluzione e la ricerca avanzata di lenti intraoculari sempre più “sofisticate” e customizzate, cioè personalizzate, è utile conoscere quali sono gli optionals delle lenti che vengono impiantate. In particolare, le lenti multifocali, quelle lenti che cercano di risolvere la schiavitù dagli occhiali per vicino e per lontano dopo l’intervento di cataratta, sono state oggetto di interesse sempre maggiore dei chirurghi della cataratta. Le lenti multifocali, pur essendo un validissimo ritrovato tecnologico, possono, in alcuni casi, non soddisfare il risultato visivo per quanto riguarda la visione per lontano (guida, televisione, ecc.) la visione intermedia (computer, musica, ecc.) e la visione per vicino (lettura, cucito, ecc.). La maggior parte delle lenti multifocali in commercio fornisce una visione buona e prevedibile per lontano e per vicino in termini di quantità e qualità visiva. Tuttavia, queste lenti sono in alcuni casi carenti non solo dal punto di vista della visione intermedia ma anche per la sensibilità al contrasto (capacità di riconoscere i dettagli più piccoli).Inoltre, in condizioni di luce scarsa, possono creare il fenomeno degli aloni attorno alle luci (guida notturna). Le lenti multifocali di nuova generazione cercano di risolvere questi problemi mediante la creazione di nuovi design funzionali nell’architettura della lente (forme, dimensioni, curvature, ecc.). Nella chirurgia della cataratta uno dei parametri importanti che va attentamente studiato per avere un ottimo risultato visivo postoperatorio è il diametro della pupilla. Infatti, come avviene per una macchina fotografica, il diametro del diaframma determina la messa a fuoco dell’immagine. Ecco che le lenti di nuova generazione tengono presente che l’architettura delle lenti deve essere tale da permettere una buona visione in tutte le condizioni di diametro della pupilla, cioè in tutte le condizioni di differente illuminazione.
(Da Eurotimes)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.