Non più di 25 anni fa quando un chirurgo si apprestava ad effettuare un intervento di cataratta aveva come unico scopo quello di ridare un po’ di luce ad un occhio avviato alla cecità.
In 25 anni è cambiato tutto dalle tecniche chirurgiche alle aspettative dei pazienti.
Attualmente viene richiesto al microchirurgo oculista oltre che un’ ottima padronanza delle nuove tecniche e tecnologie anche una comprensione di quelle che sono le reali esigenze del paziente per poterle mettere in relazioni con le caratteristiche del suo occhio e riuscire ad offrire una reale previsione di quello che potrà essere la visione post-operatoria.
I punti fondamentali del nuovo approccio alla chirurgia della cataratta sono:
La biometria è uno dei due dati fondamentali (la seconda è la cheratometria) per calcolare il potere del cristallino artificiale da inserire durante l’ intervento di cataratta.
In Italia sicuramente la metodologia di acquisizione più diffusa è quella con gli ultrasuoni; questa tecnica sicuramente fornisce dei valori molto attendibili ma può dare delle sgradite sorprese.
La tecnologia anche in questo caso viene in aiuto dei chirurghi fornendo uno apparecchio più preciso e facile da usare lo “IOL master”.
Lo strumento fornisce con dei semplici gesti le misure necessarie per calcolare il potere della lente artificiale con notevole precisione.
(da A.I.C.C.E.R. IV 200
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.