Nella chirurgia refrattiva, l’introduzione del laser a femtosecondi ha portato ad un miglioramento per quanto riguarda la precisione e riproducibilità delle incisioni e tagli corneali. Come riferisce il Dr. William Culberton, Professore oftalmologo di Bascom Palmer Eye Institute (University of Miami, Florida) il taglio corneale nella tecnica lasik, fatto con il laser a femtosecondi, è più sicuro nell’esecuzione, più riproducibile nella sua creazione, determinando una maggior regolarità nella creazione del flap corneale. Oltre alla tecnica di chirurgia refrattiva (Lasik) è possibile utilizzare il laser a femtosecondi nella chirurgia della cataratta sia per l’incisione corneale che permette l’introduzione nel bulbo di strumenti utili per la chirurgia, sia per l’incisione della capsula anteriore per accedere alle strutture catarattose, sia per la frammentazione del cristallino opaco (cataratta) che viene poi rimosso con la tecnica ad ultrasuoni (facoemulsificazione).
La creazione dei tagli corneali è più precisa, la formazione della capsuloressi è più uniforme, con la possibilità di decidere con precisione le diverse dimensioni. Questo dà maggior stabilità al sacco capsulare, quel sacco che contiene il cristallino artificiale. La programmazione dell’intervento è resa più semplice, è facilitato il posizionamento corretto delle lenti intraoculari, in particolare delle lenti multifocali ed accomodative proprio per la stabilità del sacco capsulare. L’utilizzo del laser per la frantumazione del cristallino riduce i traumi all’interno dell’occhio e del sacco capsulare riducendo il rischio di rottura della capsula. Viene anche ridotto il tempo di utilizzo degli ultrasuoni che possono risultare, in alcuni occhi molto deboli, più traumatici per le strutture oculari.
(Da Eurotimes)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.