Cos’è il consenso informato.

Il consenso informato rappresenta oggi un dovere da parte del chirurgo
nei confronti del paziente, ma anche un’utile traccia per un sereno
confronto tra il medico ed il paziente sulle problematiche dell’intervento
chirurgico a cui questo sarà sottoposto.
Il paziente ha diritto ad un’informazione ampia e completa circa
le caratteristiche dell’intervento, i suoi benefici e rischi potenziali;
inoltre deve essere adeguatamente informato circa le modalità di
esecuzione dell’intervento , le eventuali alternative e le procedure
anestetiche impiegate.
Tutte queste informazioni devono essere preferibilmente fornite per iscritto
(ma anche verbalmente) al paziente che deve avere il tempo di leggerle
e chiedere eventuali delucidazioni al chirurgo.
Il consenso deve contenere la diagnosi e le informazioni sul trattamento
che è stato proposto.
Tutte le espressioni tecniche utilizzate dovrebbero essere accompagnate
da un’ampia descrizione verbale di chiarimento ed il paziente deve
essere invitato a chiedere tutte le spiegazioni necessarie sui termini
che non gli sono chiari (compatibilmente con la difficoltà di
tradurre termini medici in parole comprensibili per il paziente).
L’oculista deve essere disposto a rispondere a qualsiasi quesito
il paziente voglia porgli.
Il paziente deve firmare il documento e la firma vuole essere la conferma
per il medico di avere fornito tali informazioni in maniera adeguata
e comprensibile e di aver soddisfatto ogni domanda ma non solleva il
medico dal suo obbligo di diligenza, perizia e prudenza.
Il paziente va quindi invitato a leggere accuratamente lo scritto e consegnarlo
firmato prima dell’atto operatorio.
Per quanto riguarda il consenso specifico per la cataratta , con esso
egli acconsente a sottoporsi all’intervento di cataratta e dichiara
d’aver compreso che i vantaggi in relazione con l’intervento
chirurgico sono connessi alla rimozione dell’opacità (cataratta)
ma che il recupero visivo dipende anche da altre condizioni dell’occhio;
che dopo l’intervento può essere necessario l’uso
di occhiali per vicino e/o per lontano.
Dichiara di essere informato del fatto che fattori estranei alla mano
del chirurgo ed alla precisione dell’intervento, compresa la mancata
osservanza di precauzioni post-operatorie sopra indicate possono comunque
influenzare il decorso e quindi il risultato, con la conseguenza della
impossibilità di formulare una previsione assoluta circa il risultato
chirurgico ottenibile, malgrado il medico abbia esercitato la sua opera
professionale con diligenza, perizia e prudenza.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.