La lente intraoculare utilizzata nella chirurgia della cataratta in pazienti già operati di chirurgia refrattiva (Lasik, PRK o RK) talvolta pone maggior impegno da parte del chirurgo per quanto riguarda il risultato finale postoperatorio refrattivo.
Il dr. Jack T. Holladay del Lasik Institute e Bayer College of Medicine (Houston, US) fa qualche riflessione per quanto riguarda il comportamento clinico nei confronti di questi pazienti.
Esistono pazienti ai quali abbiamo promesso un’ indipendenza dall’occhiale avendogli impiantato una multifocale e altri pazienti ancora sottoposti ad impianto con lente monofocale che si aspettano una visione da lontano senza lenti. Non sempre questi due risultati possono essere raggiunti con la massima sicurezza.
Dal punto di vista clinico e chirurgico il dr. Holladay dà alcune raccomandazioni comportamentali relative agli esami fatti per la preparazione del paziente: l’utilizzo di un accurato esame biometrico sia ottico che con ultrasuoni ma soprattutto la ripetizione dell’esame dopo che il primo occhio è stato operato per escludere gli errori di misurazione. La lunghezza assiale dell’occhio misurata correttamente è un parametro molto importante per il calcolo refrattivo corretto ma altrettanto importanza ha la misurazione della camera anteriore dell’occhio.
Se ci riferiamo alle differenze anatomiche dell’occhio dobbiamo considerare come modello diversi tipi di occhio tra cui occhio piccolo e corto, occhio normale, occhio grande e lungo, occhio con differente profondità di camera anteriore. In generale come riferimento un occhio corto è considerato minore di 21 mm, normale tra 21 e 27 mm, lungo oltre i 27 mm. Considerando queste differenze i calcoli per scegliere la IOL corretta da impiantare e per permettere un risultato refrattivo ottimale sono differenti con formule differenti. Infatti, un occhio lungo 15 mm non è certo da considerare uguale ad un occhio di 24 mm. A queste difficoltà si aggiungono le differenze anatomiche create dalla chirurgia precedente (es, PRK e Lasik) e negli occhi operati di cheratotomia radiale la variabilità dei risultati è ancora maggiore.(Da Ophthalmology Times Europe)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.