I fattori di insorgenza per la cataratta.

Quali sono i rischi molecolari che possono condurre all’opacamento
del cristallino?
La ossidazione e la aggregazione delle proteine native del cristallino
in grossi complessi molecolari è alla base della formazione dell’opalescenza
del cristallino.
I grossi aggregati proteici ad alto peso molecolare, derivati dalla condensazione
del cristallino nativo, aumentano con l’età; l’aggregazione è ,
in gran parte, il risultato dell’ossidazione; questa può essere
diminuita stimolando le attività anti ossidanti .
Uno degli accorgimenti, quindi, per ridurre la formazione di cataratta è l’assunzione
di micronutrienti e vitamine con la dieta o con supplementi farmacologici.
Occorre però che ciò avvenga applicando delle regole ben
precise e somministrando quantità appropriate; ciò aiuta
, inoltre, a mantenere il fisico in buona salute.
L’esposizione ai raggi UVB è stata indicata come probabilmente
catarattogena, da diversi studi i cui risultati si fondano su di un’evidenza
epidemiologica oltre che su precise teorie eziologiche (la glicazione
non enzimatica delle proteine strutturali del cristallino sembra essere,
ad esempio, responsabile dei fenomeni di invecchiamento strutturale del
cristallino).
Tra i fattori di rischio ad alta incidenza catarattogena è necessario
segnalare anche l’esposizione a radiazioni ionizzanti in assenza
di protezione , l’utilizzo di cortisonici per lunghi periodi, ,
l’utilizzo di farmaci antiglaucomatosi miotici con conseguente
formazione di aderenze fra l’iride ed il cristallino.
Nei diabetici è stata notata una maggior incidenza di cataratta
anche se l’eziopatogenesi non è ancora ben chiara.
Anche un eccessivo peso corporeo, l’abuso di fumo ed alcool e l’ipertensione
arteriosa sono stati citati da alcuni studi come fattori che possono
accelerare il processo di ossidazione delle proteine del cristallino.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.