Uno studio condotto su un campione di venti pazienti operati di cataratta con la tecnica della facoemulsificazione (aspirazione e frantumazione della cataratta con ultrasuoni) ha dimostrato che le modalità di utilizzo dei liquidi intraoperatori rivestono un ruolo molto importante nel mantenimento dell’integrità della struttura dell’occhio.
La ricerca di tecniche sempre meno traumatiche nello svolgimento dell’atto chirurgico è di fondamentale importanza per la guarigione più rapida dell’occhio operato. In particolare, le tecniche di lavaggio continuo dell’occhio durante l’intervento per rimuovere la cataratta hanno caratteristiche di pressione e circolazione “vorticosa” per essere efficaci (“fluidica” intraoperatoria). Si è dimostrato che il lavaggio con una bassa “fluidica”, cioè con parametri più gentili nell’irrigazione, favorisce il recupero postoperatorio.
Il parametro utilizzato per la valutazione dell’influenza sul tessuto dell’occhio è stato lo spessore corneale centrale misurato prima e dopo l’intervento di cataratta. L’edema corneale influisce sullo spessore della cornea: maggiore è l’edema, maggiore è lo spessore della cornea. Gli occhi operati con bassa fluidica presentano un’incidenza nella influenza dello spessore corneale quasi vicina allo zero. Al contrario, qualche piccola influenza in più viene notata negli occhi operati con parametri di alta fluidica. Le strutture corneali (es. endotelio corneale) non vengono influenzate in nessuno dei due gruppi.
(Da Cataract&Refractive Surgery)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.