La protezione corneale e retinica nella chirurgia della cataratta.

La chirurgia della cataratta, nel suo percorso storico, è passata da una tipologia di intervento che prevedeva l’utilizzo delle lenti intraoculari in camera anteriore, prodotto con materiale rigido, il tutto eseguito con tecniche invasive che sicuramente rallentavano il recupero visivo.
Attualmente le tecniche di microincisione, le lenti pieghevoli, le lenti multifocali e le lenti toriche (correzione astigmatismo) hanno dato un’accelerazione alla performance chirurgica.
Per assicurare al paziente un veloce recupero ed un risultato ottimale, molti segreti risiedono nella cornea e nella retina (tessuto nervoso dell’occhio).
Un lieve edema retinico può influire sulla qualità visiva del paziente e con le nuove tecniche di tomografia ottica coerente (OCT del segmento posteriore) è possibile rilevare un problema retinico, anche lieve, che altrimenti non potrebbe essere riscontrato.
Un lieve edema corneale, allo stesso modo, potrebbe influire negativamente sul recupero visivo ma con le rilevazioni pachimetriche e tomografiche (OCT del segmento anteriore) è possibile diagnosticarlo e risolverlo tempestivamente.
I neurochirurghi trattano i loro pazienti operati con una terapia steroidea (cortisone) per ridurre al minimo il trauma del tessuto nervoso.
La cornea ed in particolare l’endotelio corneale è da considerarsi parte dell’ectoderma neurale (tessuto embrionale dal quale derivano differenti tessuti nervosi). Parte del tessuto corneale, in un certo senso, è da considerarsi simile al tessuto nervoso.
Il successo terapeutico a base di cortisone è sia per il tessuto nervoso che per il tessuto corneale. Infatti, dopo la chirurgia, la cornea risolve rapidamente l’edema con l’utilizzo di cortisonico in collirio.
Oggi, parlando di chirurgia del segmento anteriore (chirurgia della cataratta), i chirurghi (E.D.Donnenfield, Hannover, New Hempshire, E. Holland, University of Cincinnati, V. Salomon, Medical University of Caroline, S. Silverstein, University of Kansas City) concordano sull’importante utilizzo dei cortisonici.
Le controindicazioni da utilizzo di cortisone sono sicuramente inferiori al vantaggio dato da questa terapia dopo la chirurgia.
L’ipertono oculare può essere una conseguenza ma, di solito, è associato ad una terapia più prolungata (oltre le 6 settimane).
La terapia cortisonica rimane una terapia efficace sia per l’edema corneale che per l’edema retinico.
(Da Cataract&Refractive Surgery)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.