Da Journal of Cataract&Refractive Surgery
La cosa che preoccupa di più nel paziente e nel chirurgo, in
previsione di un intervento di cataratta, sono le complicazioni.
La complicazione più temuta e pericolosa è l’endoftalmite,
cioè l’infezione interna dell’occhio; anche perché il
bulbo oculare, essendo una struttura “chiusa” è difficilmente
raggiungibile dagli antibiotici usati per bocca o per iniezione e, comunque,
le strutture interne dell’occhio costituiscono un ottimo terreno
per la moltiplicazione dei germi.
E’, quindi, buona norma , durante l’intervento, usare degli
antibiotici a largo spettro di azione; in tal modo essi agiscono direttamente
all’interno dell’occhio.
La Società Europea di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva ha
recentemente completato un’importante studio.
Tra le altre cose, da questo studio risulta che circa il 30% dei chirurghi
europei, durante l’intervento,usa iniettare antibiotici all’interno
dell’occhio ed un altro 30% aggiunge antibiotico ai liquidi di
irrigazione che vengono usati durante l’intervento (per ogni operazione
vengono usati fra i 100 e i 300 cc di soluzione salina bilanciata)
In contrasto solo il 12 % dei chirurghi USA inietta antibiotici dentro
l’occhio mentre , similmente a quelli europei, il 30% li usa nei
liquidi di irrigazione.
La Società Europea di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva ha,
quindi, steso un protocollo che tutti i chirurghi dovrebbero seguire
per la prevenzione delle infezioni operatorie.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.