Le principali innovazioni tecnologiche per quanto riguarda la chirurgia della cataratta iniziano negli anni 60‘ quando il Dr. Charles Kelman inizia la “phaco revolution”. L’utilizzo degli ultrasuoni (tecnica faco) per la frantumazione e l’aspirazione delle opacità catarattose apre una via nuova e rivoluzionaria nella chirurgia. Questa tecnica è utilizzata ancor oggi con enorme successo. Una seconda accelerazione alla chirurgia della cataratta è stata data dalle microincisioni, cioè tagli molto ridotti fatti sull’occhio per creare un’apertura molto piccola per inserire il cristallino artificiale. Questo è stato possibile grazie all’introduzione delle lenti pieghevoli, cioè fatte di materiali che possono essere piegati per l’introduzione nell’occhio e che poi si aprono e si “sistemano” nella giusta collocazione intraoculare, cioè nella capsula, quell’involucro umano che serve da sacco di contenimento. Un ulteriore passo importante è stato poi quello della chirurgia refrattiva. Inizialmente i laser, utilizzati solo per la chirurgia refrattiva, hanno trovato un impiego anche nella chirurgia della cataratta. Per la chirurgia refrattiva si è passati dall’utilizzo di bisturi, quali i microcheratomi, a quello dei laser a femtosecondi. Per la chirurgia della cataratta il laser a femtosecondi ha assunto un ruolo di marcata intraprendenza non per il totale svolgimento dell’intervento ma per alcune fasi. E’ possibile eseguire l’incisione corneale per entrare nel bulbo, fare l’incisione della capsula anteriore per entrare nel sacco capsulare, frantumare il cristallino catarattoso per poi permettere l’aspirazione e la rimozione.
(Da Ocular Surgery News)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.