Misurazione dell’acuità visiva in previsione dell’intervento di cataratta.

Da Cataract & Refractive Surgery Today
L’aspettativa visiva dei pazienti affetti da cataratta è molto
alta e, quindi, l’oftalmologo è fortemente motivato a fornire
un eccellente risultato visivo postoperatorio.
A tale scopo è molto importante avere la possibilità di
valutare l’acuità visiva retinica e poter predire la visione
postoperatoria.
Per ottenere queste informazioni esistono diversi strumenti , il più usato è il
PAM (Potential Acuity Meter).
Esso proietta con un sottilissimo raggio di luce delle lettere sulla
retina del paziente che è invitato a dire se le vede; man mano
le dimensioni delle lettere proiettate viene ridotto fino a quando il
paziente non riesce più ad identificarle.
L’esame richiede 5-10’ e, sebbene non sia sempre possibile
avere risposte precise, è comunque un consistente aiuto: circa
il 90% dei pazienti è in grado di dare una risposta sufficientemente
precisa che corrisponde poi all’acuità visiva riscontrata
postoperatoriamente.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.