Nella chirurgia della cataratta sempre il cristallino artificiale?

Avere la cataratta vuol dire avere il cristallino opaco (completamente
opaco o parzialmente opaco) e l’intervento consiste nel toglierlo
e nel sostituirlo con un cristallino artificiale.
Ma è veramente sempre necessario mettere un cristallino artificiale?
Oppure a volte si può fare a meno?
Può cioè il paziente avere una buona vista anche senza
il cristallino? E può l’occhio “stare bene” anche
senza il cristallino artificiale?
Il cristallino umano di un occhio sano (cioè privo di difetti
di miopia, ipermetropia o astigmatismo) è una lente che ha un
potere di circa 20 diottrie….se questa viene tolta l’occhio
non può vedere senza una equivalente correzione ottica; si può mettere
un occhiale con lenti molto spesse e grosse oppure portare permanentemente
una lente a contatto oppure, e questa è la soluzione più logica,
mettere un cristallino artificiale.
Se un paziente è miope di 12 diottrie per correggere il suo difetto
basta mettere un cristallino di 8 diottrie per farlo vedere senza occhiali
(il calcolo non avviene proprio così, ma in maniera molto più precisa
e sofisticata).
E, se il paziente è miope di 20 diottrie e si toglie il cristallino
, in via teorica, per vedere non c’è bisogno né di
occhiali né di lenti a contatto o di cristallino artificiale.
Ma i chirurghi mettono il cristallino egualmente anche in questo caso…!
Perché? Perché esso “compartimentalizza” l’occhio
mantiene cioè la naturale suddivisione dell’occhio in due
parti (parte anteriore e parte posteriore); e ciò consente di
dare più stabilità alle strutture interne dell’occhio
e di rendere il contenuto dell’occhio meno soggetto a fluttuazioni.
Non solo ma la presenza del cristallino artificiale , dentro all’involucro
della precedente cataratta , riduce la possibilità di opacità della
capsula posteriore (vedere aggiornamento su questo argomento) e di conseguenza
la necessità di un trattamento laser yag dello stesso.
Conclusione salvo rari casi in cui un cristallino può essere fonte
di complicazioni (e sono rari casi!) la sua utilità è indiscussa
sia dal punto di vista visivo che dal punto di vista della stabilità dell’occhio.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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