Occhio al tappo.

I traumi oculari causati da tappi di bottiglia sono più comuni
e pericolosi di quanto si possa credere.
Già in un trattato di oculistica del 1859 si leggono diversi aneddoti
riguardanti traumi causati da tappi accidentalmente saltati dalle bottiglie.
Nel 1962 H. von Tiberius scrive un trattato nel quale descrive 9 casi
di traumi causati da tappi di champagne: di questi uno sviluppa cataratta
traumatica, un altro iridodialisi (rottura dell’ iride) con sublussazione
del cristallino (dislocazione del cristallino), due un distacco di retina.
In un articolo, pubblicato cinque anni più tardi, viene spiegato
da un punto di vista fisico la pericolosità di alcuni aspetti
riguardanti il rilascio del tappo: i vini frizzanti, si legge, hanno
una pressione interna di 4 atmosfere, che si traduce in una velocità di
espulsione di 15 metri al secondo, ciò vuol dire che il tappo
raggiunge l’ occhio in meno di 0,1 secondi (considerando la distanza
occhio tappo di 40-50 cm).
Il tappo di bottiglia, si è visto, causa all’ occhio un
particolare tipo di trauma caratterizzato da una fase di compressione
seguita da una fase di rapida decompressione che porta il bulbo a subire
un avvicinamento dei margini anteriore e posteriore al di là del
limite fisiologico con possibili danni a tutte le strutture oculari.
La maggior parte dei traumi nasce in seguito ad una manipolazione incauta
di una bottiglia mentre la si toglie dal frigo o dal proprio scaffale;
l’ occhio più colpito è il destro poichè le
bottiglie sono più spesso afferrate con la mano destra.
I tappi più pericolosi sono quelli di plastica in quanto, per
la loro conformazione e struttura, accumulano già dal momento
dell’ imbottigliamento un’ energia cinetica maggiore rispetto
ai tappi di altro materiale e quindi hanno un rilascio più esplosivo
al momento dell’ apertura.
Il trattamento dei traumi può essere affrontato nei casi meno
gravi con antiemoraggici ed antinfiammatori.
Nei casi più gravi si può ricorrere all’ utilizzo
del laser per la riparazione di rotture retiniche, o qualora questo non
bastasse, si può arrivare all’ intervento chirurgico vero
e proprio per riparare le rotture più importanti o asportare il
cristallino caduto in camera vitrea (porzione posteriore dell’ occhio)
o la cataratta traumatica.
Per la maggior parte dei pazienti il recupero visivo è ottimo,
ma possono esserci situazioni in cui la funzionalità visiva può risultarne
compromessa; è necessario quindi potenziare l’ informazione
e la prevenzione soprattutto in alcuni periodi dell’ anno e in
alcune zone.
Le etichette di vino frizzante dovrebbero riportare le modalità corrette
di apertura delle bottiglie:
La pressione si allenterà lentamente e sarà un
soffio e non un botto ad accompagnare la fuoriuscita del tappo.
(Da Ottica Fisiopatologica)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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