Operazione di cataratta: riduzione dell’astigmatismo e risultato refrattivo.

Numerosi studi hanno dimostrato che l’entità di astigmatismo indotto è direttamente proporzionale alla lunghezza dell’incisione e così pure la sua stabilità nel tempo.
I sostenitori della MICS (Micro Incision Cataract Surgery) dicono che questa tecnica induce meno astigmatismo (Alio, Ke Yao, Koch) e ciò è molto importante considerando che sempre di più la chirurgia della cataratta è una chirurgia refrattiva.
E’ vero che le due incisioni necessarie per la faco bimanuale sono piccole e, comunque, certamente quella usata per la punta ad ultrasuoni è più piccola di quella usata nella tecnica di microcoassiale; è anche vero però che per la maggior parte dei chirurghi MICS eseguono a fine faco una terza incisione per impiantare la IOL e che questa è della stessa ampiezza usata per la faco microcoassiale; o, comunque, devono ampliare l’incisione usata per la faco per inserire la lente.
La coassiale attraverso 2,2 ha comunque un bassissimo astigmatismo e riduce comunque l’astigmatismo rispetto alla 2,8 ancor di più rispetto alla 3,2.
I sostenitori della MICS dicono che la bimanuale consente meglio di raggiungere il secondo scopo dell’intervento (il primo è quello terapeutico) cioè il risultato refrattivo; in uno studio di Kurz la BCVA (Best Corrected Visual Acuity), cioè la miglior acuità visiva corretta, migliora più rapidamente con la bimanuale in confronto alla microcoassiale.(Da Viscochirurgia)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.