L’infezione da Stafilococco Aureus Meticillino-Resistente (MRSA) è un causa emergente di uno scarso recupero visivo dopo la chirurgia della cataratta e refrattiva. Recenti studi hanno evidenziato una resistenza di questo battere anche ai fluorochinilonici di quarta generazione.
A quali farmaci è quindi necessario ricorrere per la profilassi preoperatoria dei pazienti?
Il dottor Berry di Dublino afferma che l’iniezione di Cefuroxime in camera anteriore alla fine dell’intervento di cataratta rappresenta il gold standard della terapia antimicrobica.
Alcuni oculisti americani sono critici a causa del ridotto spettro d’azione del cefuroxime e delle potenziali reazioni allergiche.
Resta sicuramente fondamentale individuare i pazienti che presentano un alto rischio di infezione da MRSA; questi sono ad esempio le persone che lavorano in ospedale o in case di cura, malati cronici, persone recentemente ospedalizzate, o affette da patologie renali o da diabete scompensato; queste persone possono essere portatori del MRSA. Il sito di colonizzazione è molto frequentemente il naso. I pazienti a rischio devono essere trattati non solo con la procedura standard di asepsi con lo iodio-povidone, ma anche con gocce di trimethoprim e cloramfenicolo. (da EUROTIMES)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.