Da Eurotimes
Negli anni ’90, le aziende produttrici di macchine faco, si proponevano
di realizzare, in sintonia con la richiesta dei chirurghi, macchine che
fossero in grado di rimuovere più velocemente il nucleo della
cataratta e quindi macchine con elevato potere di ultrasuoni.
Nel nuovo millennio, le esigenze sono cambiate; ora, tutti , chirurghi
e pazienti, vogliono poter togliere la cataratta attraverso incisioni
piccole (faco microcoassiale o faco bimanuale) , oltre che aumentare
la sicurezza della procedura.
Attraverso l’uso di macchine in grado di emettere micro impulsi “freddi” o
macchine in grado di emettere ultrasuoni torsionali ed altre modalità.
E
per il futuro?
Migliorare ancora la sicurezza! Ciò può essere ottenuto
attraverso diverse modalità: una strada può essere quella
di usare sostanze viscoelastiche diverse che riducono la quantità di
liquido usato nell’intervento.
Un’altra strada può essere quella di “preparare” prima
dell’intervento la cataratta… magari fluidificandola con
un laser tipo il femtosecond laser o altri strumenti.
Altra via è liquefare il nucleo sul tavolo operatorio, iniettando
al suo interno un qualche prodotto adatto allo scopo.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.