Terapia per intra e postoperatorie nella chirurgia della cataratta.

In preparazione all’intervento di cataratta è bene somministrare
alcuni farmaci.
La somministrazione di un antibiotico per via generale è prassi
comune ma è di dubbia utilità , anche per la difficoltà ad
ottenere concentrazioni intraoculari significative; spesso l’antibiotico
viene prescritto più per motivi medico legali che per reale necessità.
Di maggiore interesse ed utilità è la somministrazione
di antibiotici per uso locale (in collirio o, più raramente, in
pomata) nei due giorni precedenti all’ intervento per ridurre la
flora batterica patogena localizzata nel sacco congiuntivele e limitare
la possibilità di infezioni postoperatorie.
Utile è pure la somministrazione di un collirio antinfiammatorio
non steroideo (Fans) perché consente di ottenere vari risultati;
tra cui:
Durante l’intervento è pure di uso frequente
diluire antibiotici a largo spettro nei liquidi di uso intrachirurgico;
ciò consente
di “lasciare” a fine intervento una carica di farmaco utile
a diminuire il rischio infettivo; taluni chirurghi usano iniettare, in
alternativa o in aggiunta, antibiotici nei tessuti perioculari a fine
atto operatorio.
Durante la settimana successiva l’intervento di cataratta è necessario
instillare colliri antibiotici al fine di evitare o limitare infezioni
che potrebbero pericolosamente interessare le strutture interne dell’occhio.
L’associazione di antibiotici con farmaci anti-infiammatori steroidei
riduce notevolmente l’infiammazione dei tessuti oculari nell’immediato
post-intervento; nelle settimane successive, invece, un Fans (farmaci
antinfiammatori non cortisonici) è più che sufficiente
nel diminuire la flogosi postoperatoria ed i sintomi correlati (bruciore,
fotofobia, arrossamento) ; nei casi di gravi infiammazioni a carico del
segmento anteriore è necessario, però, ricorrere ai farmaci
steroidei.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.