Tecnica rivoluzionaria per la cataratta

Da vent’anni, la tecnica più utilizzata e che fornisce i migliori risultati per l’intervento di cataratta utilizza gli ultrasuoni: una sottile punta metallica, messa opportunamente a contatto con la parte più densa della cataratta, vibrando a velocità ultrasonica (facoemulsificazione), la frammenta e poi un sistema adeguato di lavaggio/aspirazione effettua la rimozione dei frammenti.

Oggi la nuova frontiera per l’intervento di cataratta si chiama laser a femtosecondi.

Una tecnica che operando con impulsi laser della durata del miliardesimo di secondo consente di eseguire il taglio necessario per accedere al cristallino e quindi incidere l’involucro della cataratta e parte del cristallino. Si tratta di una tecnica rivoluzionaria (praticamente siamo nel campo delle nanotecnologie e con misure temporali dell’ordine del  miliardesimo di secondo) che la scienza, in continua evoluzione,  ha raggiunto dopo decenni di studio e sperimentazioni e che consente una precisione d’intervento, una sicurezza operativa e un decorso operatorio e postoperatorio più semplice con una guarigione più veloce ed un migliore recupero funzionale dell’occhio operato.

Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Una nuova era per la chirurgia della cataratta

Il laser a Femtosecondi: il futuro della chirurgia della cataratta

La grande novità del 2012 è l’introduzione dell’impiego del laser nell’intervento di cataratta.

Finora erano disponibili per questa patologia bisturi ed ultrasuoni, oggi entra con potenzialità straordinarie il laser: cioè un fascio di luce sostituisce il bisturi e apre una nuova era nel trattamento di questa patologia.

Prodigio della nanotecnologia (opera in tempi di miliardesimi di secondo)  il laser a femtosecondi è dotato di un “tomografo a coerenza ottica“ (OCT), un sistema che esegue un controllo fotografico  (una specie di TAC ad alta definizione) in real time dello spessore della cornea, della dimensione  e forma del cristallino e della posizione della capsula del cristallino da incidere. In questo modo il chirurgo opera avendo in tempo reale un controllo dell’azione del laser che consente la massima precisione di esecuzione e di sicurezza: una rivoluzione chirurgica rispetto al bisturi.

Oltre alla maggior affidabilita’ chirurgica il nuovo laser permette, durante lo stesso intervento di cataratta, di correggere anche l’astigmatismo e, con l’inserimento di vari cristallini, multifocali e accomodativi, anche la presbiopia nella stessa seduta, cioè, si toglie la cataratta e si può eliminare l’uso di occhiali.

Già approvato per lo specifico impiego nella chirurgia della cataratta dalla FDA (Food and Drug Administration, cioè dal massimo organo di controllo americano sulla salute) e  dotato del  marchio CE per l’utilizzo in Europa, il laser a femtosecondi acquista una importanza  fondamentale, soprattutto in un Paese come l’Italia dove l’aspettativa di vita ha superato mediamente gli 80 anni e i pazienti di cataratta (disturbo specificamente senile) raggiungono ogni anno i 450 mila.

Laser a Femtosecondi: per la chirurgia della cataratta il primo esemplare in Europa

Il primo laser in Europa occidentale per questa innovativa chirurgia è operativo al Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano ed il primo chirurgo ad utilizzarlo è stato Lucio Buratto, il quale afferma che “il laser a femtosecondi  è in grado di tagliare tessuti  con una precisione impensabile per la  mano del miglior  chirurgo; un traguardo della massima importanza che elimina bisturi o lame metalliche per tagliare, alla profondità ed allo spessore desiderati, la cataratta”.

Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Profilassi antibiotica nella chirurgia oculare.

Gli studi sulle infezioni oculari post chirurgiche sono limitati a causa
della rarità di questi episodi e delle numerose variabili in termini
di prevenzione introdotte durante gli studi stessi.
Prima dell’ introduzione della profilassi antibiotica precedente
all’ esecuzione dell’ intervento l’ incidenza delle
oftalmiti (infezioni intraoculari) variava dallo 0.66% al 3.16% mentre
ora la percentuale è scesa allo 0.57%.
La fonte di contaminazione generalmente è dovuta in primo luogo
agli annessi oculari del paziente stesso (palpebre, congiuntiva, e ciglia),
ed in secondo luogo a strumenti chirurgici non opportunamente puliti
e sterilizzati.
L’ uso di antibiotici topici prima dell’ intervento può diminuire
o eliminare la flora batterica anche se non garantisce che la ferita
e quindi la parte anteriore del bulbo oculare (camera anteriore) non
vengano contaminate anche perché la flora batterica presente a
livello congiuntivale è estremamente variabile e imprevedibile.
Per questo motivo gli antibiotici utilizzati devono essere ad ampio spettro
e devono avere una buona capacità penetrativa intraoculare tale
da raggiungere concentrazioni antibiotiche nell’ umor acqueo utili
a garantire una completa protezione nel periodo post-operatorio.
In base all’ atto chirurgico e allo stato di salute del paziente
gli antibiotici devono essere somministrati localmente nelle ore che
precedono l’ intervento e nel post-operatorio per un minimo di
48 h; a prolungare il loro effetto è utile anche la somministrazione
per via generale.
(Da Ocular Surgery News)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Chirurgia della cataratta: influenza del Tamsulosin

Un recente studio rivela che una delle possibili cause di complicazioni nell’intervento di cataratta è dovuta alla terapia con un farmaco chiamato Tamsulosin che viene utilizzato per la cura di malattie prostatiche. Il Tamsulosin è un bloccante selettivo alfa adrenergico indicato per il trattamento dell’iperplasia prostatica. Questo farmaco influenza alcuni momenti nella chirurgia della cataratta provocando una sindrome cosiddetta dell’”iride molle” che influisce sulla stabilità di alcune parti del bulbo oculare in particolare dell’iride e delle strutture vicine. Oltre alle fasi intraoperatorie, sembrerebbe avere anche un’influenza sulle complicazioni postoperatorie. Un’analisi condotta tra il 2002 e il 2007 identificò 284 pazienti che ebbero un’esperienza di eventi avversi dopo circa 2 settimane dall’intervento di cataratta. Tra questi pazienti, 100 hanno avuto forme diverse di uveite, altri avevano frammenti di cristallino nel corpo vitreo. Il resto dei pazienti ebbero eventi infiammatori minori. Quando si fece un’analisi approfondita delle condizioni relativa alla terapia in atto nei pazienti si rilevò che 280 su 284 erano in terapia con Tamsulosin. Al contrario, gli stessi ricercatori non trovarono un aumento nel rischio di complicazioni nei pazienti che utilizzavano bloccanti alfa non selettivi (es. alfuzosin, doxazosin e teraxosin). Questo è un interessante studio condotto in Ontario (Canada) da David F. Chang. Il Dr. Chang è professore presso la California University, San Francisco. Riassumendo, il Dr. Chang riferisce che i pazienti in terapia con questa sostanza farmacologica hanno maggior incidenza in complicazioni operatorie e postoperatorie: rottura capsulare (instabilità della lente), perdita di frammenti del cristallino nel vitreo (cause di infiammazione) e, in casi molto rari, distacco di retina, uveiti ed endoftalmiti.
(Da Cataract&Refractive Surgery)
Articolo a cura del Dott. Sergio Belloni
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Intervento di cataratta super avanzato

L’ultimo ritrovato della tecnologia, anche per quanto riguarda l’intervento di cataratta, si chiama laser a femtosecondi. Questo laser permette di eseguire, con alta precisione rispetto alla tecnica classica, l’incisione necessaria che consente al chirurgo di arrivare al cristallino, consentendogli di tagliare in modo molto preciso l’involucro per poi continuare l’intervento con la frammentazione di gran parte del cristallino. Questo laser, già utilizzato da anni nella chirurgia refrattiva e nei trapianti di cornea, consente di semplificare ed ottimizzare l’operazione.
Il laser a femtosecondi per quanto riguarda la chirurgia della cataratta è abbinato ad un altro strumento computerizzato che si chiama tomografia a coerenza ottica. Essa esegue un controllo fotografico nella preparazione dell’occhio e nello svolgimento dei tagli e della frammentazione del cristallino. E’ un controllo tridimensionale delle strutture da operare ed una guida per il laser a femtosecondi.
Il laser per la chirurgia della cataratta è stato approvato negli Stati Uniti dalla FDA (Food and Drug Administration americana) cioè quell’ente governativo che si occupa della regolamentazione dei farmaci, degli alimenti e della strumentazione sanitaria chirurgica.
(Da Cataract&Refractive Surgery)
Articolo a cura del Dott. Sergio Belloni
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Cataratta: il meglio del 2010

L’anno 2010 è stato caratterizzato da rilevanti novità in tutti i campi di interesse dell’oculistica. L’ambito della chirurgia della cataratta ha assistito ad una importante novità con l’introduzione del laser a femtosecondi.
L’impiego del laser a femtosecondi consente di effettuare incisioni corneali più precise e calibrate , una capsuloressi perfettamente centrata e senza rischio di fuga, una preframmentazione del nucleo con conseguente riduzione del quantitativo di ultrasuoni necessari per la rimozione della cataratta. Per quanto riguarda la chirurgia del glaucoma, le novità hanno riguardato i dispositivi per favorire la riduzione del tono oculare, che hanno dimostrato una facile tecnica di impianto, una riduzione delle complicanze postoperatorie rispetto alla chirurgia filtrante e un rapido recupero postoperatorio del paziente.
Dal punto di vista della farmacologia sono stati introdotti nuovi farmaci per la cura del glaucoma, che riducono il pericolo di progressione del danno al campo visivo e che migliorano il controllo del tono oculare e sono meglio tollerati dai pazienti. Sono stati infine introdotti nuovi farmaci antistaminici e cortisonici con migliore azione antinfiammatoria e minor incidenza di effetti collaterali per il paziente.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Chirurgia della cataratta: il laser a femtosecondi

Nuovi studi condotti dal Dr. Howard Larkins mettono in evidenza come si possa utilizzare con successo il laser a femtosecondi nella chirurgia della cataratta. Come esposto durante il recente Congresso dell’ ESCRS (European Society of Cataract and Refractive Surgery), il laser a femtosecondi, nato ed utilizzato in un primo tempo per la chirurgia refrattiva e chirurgia corneale in genere (Lasik, cheratoplastica, ecc.) può essere utilizzato anche nella chirurgia della cataratta. Con il laser a femtosecondi è possibile procedere ad una incisione corneale per l’accesso al bulbo oculare, in un secondo tempo è possibile effettuare il taglio della capsula (capsuloressi) e, nei casi in cui il nucleo del cristallino catarattoso non sia eccessivamente duro, è possibile la sua frantumazione. Come avviene per il taglio corneale nella Lasik ed in generale per i tagli corneali, la prevedibilità, la precisione, le possibilità di adottare differente taglio per le differenti esigenze, possono migliorare la precisione della tecnica chirurgica nel caso in cui si utilizzi il laser a femtosecondi.
(Da Eurotimes)
Articolo a cura del Dott. Sergio Belloni
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Il laser a femtosecondi

Il laser a femtosecondi dà diverse possibilità al chirurgo oftalmologo nella chirurgia corneale permettendo delle incisioni e tagli corneali precisi e riproducibili. Ma con questo laser è anche possibile creare un’incisione per entrare nel bulbo, è possibile un’incisione rilassante per correggere l’astigmatismo corneale, è possibile eseguire i tagli nelle cheratoplastiche (lamellare e perforante). Ora è utilizzabile anche nella chirurgia della cataratta ove permette l’esecuzione di tagli sulla capsula del cristallino (capsuloressi) di diverso diametro.
Questo permette di raggiungere le strutture del cristallino catarattoso. Con il laser a femtosecondi è possibile inoltre ammorbidire e segmentare il nucleo del cristallino opaco (cataratta) in quattro, sei o otto frammenti oppure eseguire dei tagli circolari concentrici o ridurre le masse in piccoli cubi.
Tutta questa frammentazione permette poi l’aspirazione della masse catarattose senza utilizzare la tecnica degli ultrasuoni. Nella tecnica con ultrasuoni, la frammentazione avviene mediante un piccolo strumento chirurgico chiamato chop e con l’energia ultrasonica. Alcuni chirurghi sostengono che l’utilizzo della tecnica laser riduce l’azione traumatica chirurgica, riducendo il rischio di danno endoteliale corneale e le complicazioni, comprese le infezioni, riferisce il dr. W. Culbertson del Bascon Palmar Eye Institute di Miami.
(Da Ocular Surgery News)
Articolo a cura del Dott. Sergio Belloni
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Cataratta e correzione dei difetti refrattivi

L’intervento di cataratta permette, nella quasi totalità dei casi, di correggere anche i difetti refrattivi associati (miopia, ipermetropia, astigmatismo). Nel caso in cui si è di fronte ad un intervento di cataratta, è possibile quindi, oltre a rimuovere l’opacità della cataratta, fare un discorso più semplicemente refrattivo e proporre al paziente differenti possibilità. E’ possibile proporre un intervento con impianto di cristallino artificiale monofocale, cioè proporre una refrazione al paziente di visione per lontano (emmetropia) o per vicino (lieve miopia –2,-2.50) per farlo leggere senza occhiali. E’ possibile proporre un intervento con una lente accomodativa, una particolare lente che sfrutta dei meccanismi caratteristici dell’occhio per attivare microspostamenti dell’ottica della lente e poter quindi mettere a fuoco alle differenti distanze. E’ possibile proporre al paziente una lente multifocale con l’obiettivo di ridurre la dipendenza del paziente operato di cataratta dall’uso di occhiali sia per lontano che per vicino. Oggi sono disponibili 2 tipi di tecnologie applicate alle lenti multifocali: le lenti refrattive e le lenti diffrattive. Le lenti multifocali refrattive sono apprezzate per un’ottima visione per lontano senza penalizzazioni della distanza intermedia. Le lenti multifocali difrattive sono apprezzate per una visione da lontano, senza penalizzazioni delle visioni da vicino. Sono meno efficaci per la lettura a distanza intermedia. E’ possibile proporre al paziente una lente intraoculare che corregga anche il difetto astigmatico associato. Sono chiaramente lenti intraoculari toriche che riescono a correggere difetti astigmatici non troppo elevati.
(Da Cat. e Refr. Ophthalm. Times Europe)
Articolo a cura del Dr. Sergio Belloni
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Il laser a femtosecondi nella cataratta

Il Dr. Steve Slade di Huston è uno degli oftalmologi sostenitori della tecnica con laser a femtosecondi nella chirurgia della cataratta. I motivi principali che spingono il chirurgo ad utilizzare con sempre più convinzione questa tecnica è innanzitutto la precisione del taglio del laser. Le incisioni sono precise e riproducibili ed altamente customizzate.
La necessità di cambiare, modificare o modulare l’incisione, a seconda della necessità, può essere programmata con elevata precisione. Anche il taglio della capsuloressi, cioè della capsula del cristallino con il laser, è sicuramente quasi perfetta. Il Dr. Slade riporta uno studio fatto dal Dr. Zoltan Nagy, oftalmologo ungherese, che mette a confronto 60 occhi ai quali è stata fatta la capsuloressi con tecnica manuale (pinze ed ago) con altri 60 occhi ai quali è stata fatta la capsulotomia con il laser. Tutti i casi fatti con laser avevano l’esatto diametro che era stato calcolato preventivamente, mentre quelli fatti con la tecnica manuale avevano una riproducibilità non superiore al 10%.
La precisione del taglio, ma soprattutto la possibilità di ottenere il diametro previsto pone numerosi vantaggi nell’inserimento del cristallino artificiale soprattutto per quanto riguarda le lenti multifocali e le lenti accomodative che richiedono una perfetta posizione e centratura.
(Da Ocular Surgery News)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.